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Post-Basho
Report
E' stato il Torneo della svolta epocale: esattamente due anni fa iniziava la mia colaborazione con Sumo.it e con Sumotalk e tutto ciò avveniva con Asashoryu imperante e scarsamente contrastato. Oggi, con dell'avvento del 69° Yokozuna, possiamo affermare che la nostra testimonianza sportiva contribuirà a dare il senso di quanto accaduto e potrà finalmente registrare un confronto che mancava da quasi quattro anni. Infatti, due Yokozuna non si vedevano sul dohyo da molto tempo, tutto il tempo che ha consentito ad Asashoryu di stabilire un altro primato. Ma le statistiche dicono anche che lo Yokozuna Asashoryu non aveva mai ceduto due Tornei consecutivi e forse era proprio questo il segreto della sua spettacolare solitudine. Li ha ceduti, come sappiamo, e li ha ceduti all'unico rikishi in grado di reggere il confronto in modo inequivocabile. Dopo il Grande Slam di Asashoryu, questo è il momento di più alto profilo che mi capiti di commentare. Tra l'altro, l'incoronazione di Hakuho è stata suggellata dal fantastico match con Asashoryu, uno dei più intensi cui abbia mai assistito. Vorrei partire proprio dall'ultimo match del Natsu Basho e cercare di compiere, a modo mio, una valutazione sul passato, il presente ed il futuro del sumo. Quando i due mongoli si sono presentati sul dohyo e si sono guardati negli occhi, è accaduto ciò che non accadeva da molto tempo: lo Yokozuna in carica ha capito che quella sarebbe stata la sua ultima apparizione come unico detentore delle insegne del potere supremo. Di fronte a lui, nella piena consapevolezza della solennità del momento, si è parato il predestinato, colui che aveva stupito quanto lo Yokozuna stesso fin dal suo primo apparire tra i Makuuchi. Ed Asashoryu, al termine di un Torneo chiuso in vistoso calando, ha voluto onorare nel migliore dei modi l'avversario che si accingeva a compiere la grande impresa. Ma come è giunto Hakuho a questo grande risultato? Tralasciando le ultime tracce polemiche sul kettei-sen di marzo, è apparso evidente a tutti come Hakuho abbia modificato quasi tutti i suoi parametri di combattimento, dal tachi-ai ai kimarite, passando attraverso un'evoluzione fisica e tattica che lo ha condotto a dominare tutti gli avversari con una padronanza assoluta del proprio potenziale. Hakuho ha praticamente abbandonato la presa centrale al mawashi con la mano sinistra, divenuta troppo prevedibile, e si è impadronito dell'unico elemento che mancava al suo corredo di rikishi, vale a dire l'intimidazione pura, quella che aveva già consentito ad Asashoryu, Akebono, Takanohana e Chiyonofuji di salire sul dohyo con il vantaggio psicologico di chi riesce a condizionare la condotta dell'avversario. Questa peculiarità non era stata ancora pienamente acquisita da Hakuho, giovane rikishi con un temperamento troppo acerbo e votato all'emulazione, a volte inopportuna, del grande compatriota; dato che su Sumo.it Julien ha fornito la corretta chiave di lettura dell'apprendimento attraverso l'imitazione del modello di riferimento, abbiamo ragione di credere che il lungo clinic di Hakuho potrebbe servire d'esempio per altri rikishi che vogliano riferirsi proprio al nuovo Yokozuna, questa volta. Ora non ci sono più dubbi né tentennamenti: non vedremo più uno sfidante incompleto e nervoso perdersi nelle insidie dell'ansia da prestazione e desideroso di stupire a tutti i costi, specialmente al cospetto del Grande Mago. Hakuho è dovuto passare attraverso una prova decisiva che ha voluto superare a modo suo, con quell'henka tanto discutibile quanto redditizio, ma una volta raggiunta la determinazione necessaria ad affrontare il secondo tentativo di promozione, ed ottenuta la candidatura ufficiale dal Kyokai, ha liberato tutte le sue energie nel perseguimento dell'obiettivo finale. Lo zensho yusho non lascia punti oscuri, la sua vittoria su Asashoryu lo legittima e lo abilita ad una grande carriera da Yokozuna: vederlo compiere il primo cerimoniale mi ha emozionato, lo confesso. Un Torneo perfetto, quello del neo-Yokozuna. Asashoryu a parte, non si riscontrava uno zensho yusho dall'Aki 1995, autore lo Yokozuna Takanohana: anche questo è un fatto rilevante e che dà la misura del ruolo che Hakuho avrà d'ora in avanti. Però, se ricordate, avevo rilevato più volte il fatto che Hakuho fosse giunto alla tsuna in ritardo, più o meno di un anno. Se parliamo di giudizi arbitrali parziali a proposito del match Asashoryu-Aminishiki, non possiamo dimenticare il verdetto di Hakuho-Tochiazuma dell'Hatsu 2006. Fu molto irritante ed impedì ad Hakuho di giungere al grande traguardo già a Nagoya, dove sarebbe stato sicuramente promosso anche senza lo yusho. La dietrologia è nociva e poco simpatica, lo so, ma non posso dimenticare il fastidio provato in quell'occasione. Ritengo che Hakuho, invece, possa aver provato quel fastidio con effetto ritardato, in quanto dev'essersi reso conto dell'ampiezza del torto subìto soltanto dopo la mancata promozione di Nagoya. Non a caso, dopo Nagoya aveva mostrato una flessione ed una fragilità che non erano apparse nei primi impegni dell'anno, nemmeno nel playoff di marzo perso contro Asashoryu, fino a giungere al banale infortunio che gli ha sbarrato la strada a fine 2006 e lo ha penalizzato alla prima uscita di quest'anno: la consegna della tsuna, oltre al prestigio intrinseco dell'evento storico, ha il potere taumaturgico di annullare qualsiasi rammarico rivolto al passato. Potrà sembrarvi strano, ma Nagoya 2006 segna, a mio giudizio, un momento basilare anche della carriera Asashoryu. Da quel momento in poi, infatti, le successive vittorie sono state vissute nell'attesa dell'inevitabile avvento di Hakuho. Era argomento di discussione con Marco,Julien ed Alessandro, se n'è parlato a lungo in tutti i siti dedicati al sumo ma chi ne aveva la certezza assoluta, fino a farsene quasi un'ossessione crescente, era proprio Asashoryu. Per lui, guerriero abituato a non fare prigionieri, l'idea di aver riconosciuto in Hakuho l'antagonista che prima o poi avrebbe reclamato la metà del regno ha costituito un assillo che non aveva mai provato, tantomeno nelle temporanee sfuriate di Kaio e Tochiazuma. Ora che tutto si è compiuto, Asashoryu può tornare a pensare soltanto a combattere per sé stesso, incurante del marcamento a uomo che ha praticato in questi ultimi mesi. Immagino, senza dovermi sforzare poi tanto, l'angoscia del guerriero il quale, pur avendo vinto la battaglia di marzo alla 13a giornata, si è ritrovato ad aver perso il primo playoff. Asashoryu ha capito di avere il fiato corto e si è dato dell'imbecille per aver gettato al vento i primi due bouts, così determinanti quanto banali. Ma sarebbe accaduto comunque, perché Asashoryu non combatteva più con la naturalezza e la serenità che l'avevano accompagnato per tanti anni. Ce ne siamo accorti tutti, estimatori e, soprattutto, detrattori. Questi ultimi, desiderosi come non mai di vederlo soccombere sotto i colpi del vendicatore Hakuho, non si sono negati la perfida soddisfazione di tornare a negare ogni merito allo Yokozuna in difficoltà, rilanciando il patetico proclama dell'inesistenza di avversari al suo livello fino al tanto atteso trionfo di Hakuho: c'è d'aspettarsi che ora riprendano la stessa solfa per minimizzare le gesta del binomio mongolo. E dire che per metà Natsu siamo stati ammaliati dall'ipotesi di un senshuraku con i due rivali a punteggio pieno, degno finale di una tenzone tornata ad avere quei toni epici tanto cari ai giapponesi (ed anche a noi, perché no?). La tempra di Asashoryu sembrava poter reggere anche questa nuova avventura e schiuderci ancora le porte del paradiso del sumo, il luogo dove solo gli Yokozuna combattono per lo yusho... invece, ad un certo punto, il granitico eroe delle steppe mongole ha iniziato a sgretolarsi sotto i colpi dell'ineluttabile destino che si stava avverando e che prendeva, di volta in volta, le sembianze di Aminishiki, Chiyotaikai, Kaio e Kotooshu. Asashoryu s'è infuriato, ha calciato via cuscini e maltrattato inservienti, ha urlato tutta la sua tensione alle telecamere, ma in cuor suo sentiva la marea che montava, quella marea che non si può fermare. Ha combattuto al meglio delle sue attuali possibilità, dissotterrando l'ascia di guerra rimasta chissà dove, ma Hakuho gli è apparso inarrestabile e concentratissimo sull'obiettivo, e così, a meno di un anno di distanza dall'allucinazione di cui ero stato vittima a Nagoya, ho veramente visto due Yokozuna sul dohyo di Tokio. Ho detto che Asashoryu potrà riprendere la sua corsa con animo più leggero, però ogni suo progetto futuro dovrà necessariamente passare attraverso il superamento del nuovo Yokozuna. Quest'ultimo, da parte sua, sembra seriamente intenzionato a perpetuare i successi che gli sono valsi la tsuna e non vorrà certo interrompere il magico stato di grazia in cui si trova, a patto che sappia gestire anche l'enorme responsabilità che si è caricato sulle spalle. Ritengo che il duello tra Yokozuna possa valorizzare al massimo le affermazioni di entrambi e servire da esempio a chi ritenga di avere i mezzi tecnici ed atletici, il coraggio e l'ambizione di tentare lo stesso percorso. Vi è qualcuno all'orizzonte che possa compattare tali caratteristiche? A giudicare dai kachi-koshi di maggio, sembra che i nomi sul proscenio non offrano garanzie di attendibilità, se non altro per ciò che riguarda l'anagrafe e la consistenza duratura di certe prestazioni. Non mi sento di puntare sul pur bravo Kotomitsuki, non voglio sentir parlare di Kotooshu (almeno non fino a quando continuerà a fare la comparsa di lusso) e vi prego di perdonarmi se salto a pié pari il solito commentino sull'orgoglio di Kaio e la prestanza atletica di Chiyotaikai. Gli Ozeki giapponesi erano già tali quando sorse l'astro di Asashoryu ed hanno appena visto transitare quello di Hakuho, mentre l'Ozeki bulgaro ha smarrito la mappa che indica la strada verso la gloria. Anche se tutti e tre hanno preso lo scalpo di Asashoryu, fatto davvero eccezionale, ritengo che facciano bene ad incorniciare questo fotogramma e dimenticare in fretta le circostanze che lo hanno generato, altrimenti potrebbero mettersi in testa che la pacchia continui anche a Nagoya. Una bevuta tra amici, qualche vanteria per i fotografi e presto a nanna. Anche la credibilità di Kisenosato è parzialmente andata a farsi friggere ed il giovanotto vede altri farsi avanti al suo posto, sebbene Homasho abbia deluso e Tochiozan gli sia stato degno compare. Mi sembra che Homasho abbia, comunque, qualche numero in più degli altri sul piano tecnico, ma con il make-koshi si allontanerà dal Sanyaku. Possiamo puntare su Ama? La questione è seria e delicata. Ama rimane Sekiwake salendo sull'ultimo treno per il kachi-koshi, spesso telecomandato, e non raccoglie quei risultati che lo vedrebbero spiccare il volo verso la Grande Barriera. Ci vogliono anche i chili, nel sumo, ed Ama non riesce a metterne su abbastanza senza perdere agilità e fantasia. Per tutti gli altri decorati di maggio provenienti dalle posizioni di retrovia, il messaggio è sempre lo stesso: confermatevi e vi daremo credito. Baruto compreso
Settima
Giornata
Solito lancio del sale
spettacolare da parte di Kitazakura, inizio del match e schermaglie
fra i due Juryo; match veloce e spinte reciproche. Ad un certo punto,
Kitazakura parte in avanti e cerca l'oshidashi ma va in rotazione;
stessa sorte per Yoshikaze, e i due si trovano schiena
contro schiena e la dinamica del confronto porta Kitazakura a spingere
fuori l'avversario. Suona il telefono, mi distraggo e non riesco a
sentire l'annuncio dello speaker. Ok, penso io, vediamo come
classificheranno il kimarite. Attendo un tempo congruo e vado a
controllare nella scheda del Kyokai: niente, al posto del kimarite c'è
una linea piatta e desolata. Allora è così, penso di
nuovo (due volte in pochi secondi è un record...): non c'è
una tecnica codificata che possa definire la vittoria di Kitazakura.
Passano i minuti,
iniziano i Makuuchi, prendo i miei appunti quotidiani per un
commentino da elargirvi nel pomeriggio e controllo periodicamente i
risultati dei Juryo: ancora niente! Allora comincio ad agitarmi e
sparo un'email a Marco e Julien, avvisandoli dell'accaduto, per poi
passare all'attacco con Simon di Sumotalk: nessun riscontro (saprò
poi che Marco era intento a scrivere il flash di giornata e Simon era
fuori casa: di Julien nessuna traccia evidente).
Finalmente, dopo più
di un'ora, appare il l'infernale, famigerato, mitico e marziale
kimarite: ushiromotare. Ma non è giustooo!!! Ho visto
chiaramente le due schiene a contatto (anzi, Kitazakura ha spinto più
col fondoschiena...) e quella tecnica non si addice alla soluzione del
match. Ricordo un ushiromotare di Takamisakari ed uno di Asashoryu, se
non sbaglio, ma qui il vincente non ha portato la spinta sul fronte
dell'avversario. Rimango deluso, mando un'altra email a tutti e penso
(non sto scherzando, è successo davvero!) che anche il Kyokai
sia andato in bambola.
Smaltita la sorpresa per
non aver visto una nuova tecnica aggiungersi a quelle già
presenti nel testo ufficiale, riprendo il normale compito di
commentare il sumo ampiamente iscritto nella raccolta ufficiale.
Asashoryu vs Tamanoshima,
ovvero tachi-ai, attacco, avanzamento e yorikiri. Vorrei aprire
un forum sul futuro del Torneo, intendendo verificare quale sia la
vostra opinione riguardo al risultato del confronto diretto tra
Asashoryu ed Hakuho. C'è chi vede lo Yokozuna
vincente, mentre io sono convinto che Hakuho abbia il potere in mano,
al momento, perché è in grado di sviluppare una potenza
che Asashoryu non contrasta da anni, esattamente da quando sono usciti
di scena Musashimaru e Takanohana. Hakuho sta puntando tutto sul
potenziamento fisico, elemento messo in secondo piano da quasi tutti i
rikishi da quando si sono ritirati i "pluriquintalari"
americani, ed ha sacrificato un pò di agilità. Mantiene
comunque una grandissima tecnica, indiscusso biglietto da visita che
presentò al suo arrivo nei Makuuchi. Ritengo che Asashoryu
debba riflettere e prepararsi in funzione del nuovo avversario che si
troverà di fronte, nuovo anche rispetto a marzo. La mancata
sfida del kettei-sen potrebbe essere stata voluta da Hakuho anche per
portare l'avversario ad un livello di rabbia che potrebbe vedere
l'Ozeki-ancora-per-poco in vantaggio psicologico, sebbene la
freddezza dello Yokozuna-solitario-per-non molto-ancora sia
proverbiale. Attendo le vostre repliche.
Eccolo, dunque, il
portentoso Hakuho schiantare gli avversari come una falce umana. Le
botte paurose rimediate oggi da Tokitenku sono un segnale ed un monito
per tutti. Se non fosse stato così pavido a marzo, avremmo
già una parte del verdetto di maggio. Quello odierno
è stato quasi un match-esibizione, a mio parere, con il povero
Tokitenku a fare la figura del manichino animato del corso di
pronto soccorso. Hakuho ne dispone a piacimento e mette in mostra
tutta la classe di cui è dotato, assistita da un vigore fisico
davvero impressionante. Ritenevo l'avversario più determinato
ad una lotta quantomeno decorosa, però il buon Tokitenku non ha
potuto neanche pensare ad un argine adatto. Troppa differenza tra i
due mongoli, troppa differenza tra questo Hakuho ed il resto del
banzuke che gli sta sotto o di fianco; per quanto attiene ai futuri
rapporti con lo Yokozuna rileggete il paragrafo precedente.
Kaio, il mitico Kaio,
continua a dare l'impressione di essersi immerso nella famosa piscina
di Cocoon e danza sul dohyo per un tempo interminabile relegando
Homasho al ruolo di sparring-partner. Sono realmente stupito dalla
vitalità esibita dal Decano; le sue armi appaiono tutte ben
affilate e la condizione fisica risulta quasi strabiliante. Kaio
sferra anche una sberla rumorosissima in faccia al giovane Homasho e
lo rincorre come se il novizio fosse lui. Ad Homasho non rimane altro
che cercare una via di fuga in retrocessione, ma l'Ozeki è lì
a spingere ancora e l'uscita dal dohyo di Homasho è l'epilogo
più naturale. La platea indirizza un lungo applauso al Grande
Vecchio del Sumo.
Eccellente prova di
Toyonoshima contro Chiyotaikai, battuto al termine di una schermaglia
di tsuppari con un'elegante movimento laterale sul tawara. Con una
gamba sempre fuori uso ed il morale non certo alle stelle, Toyonoshima
mostra all'Ozeki un piccolo clinic sull'arte della fuga, e non stiamo
parlando di J.S.Bach. La consueta partenza vede tsuppari a go-go;
Toyonoshima non è troppo in imbarazzo, come accade ad altri, e
retrocede tenendo a sua volta sotto tiro e controllo visivo
Chiyomuolinex.Alla prevedibile accelerazione di quest'ultimo, nel
tentativo di chiudere le ostilità, Toyogambadilegno risponde
sfilandosi lateralmente dal fuoco nemico e togliendo, di fatto, il
bersaglio all'avversario. Bello quanto inaspettato.
Chiyotaikai anticipa la
sua prima sconfitta per merito di un abilissimo Toyonoshima, il quale
coglie la prima vittoria e dimostra di essere un vero rikishi indomito,
come piace a me.
Penosa e fischiatissima prestazione
di Kotooshu: l'henka è peggio di una sconfitta. A farne le
spese è Kisenosato, appena reduce dalla buona performance di
ieri. Di questo passo, mi rifiuterò di commentare ulteriormente
tali vergogne.
Oggi si sono affrontati i
due Sekiwake ed ha vinto meritatamente Kotomitsuki. Ama non sta
mantenendo il passo vincente con i Sanyaku.
Partenza con immediato
assestamento del match sul piano della lotta di posizione e di ricerca
della migliore presa, con Kotomitsuki che riesce a tenere Ama lontano
dalla parte destra del mawashi, definendo, così, il proprio
vantaggio. Ama compie una lunga serie di tentativi di giungere alla
presa sinistra esterna e trova, invece, l'opposizione sempre più
consolidata di un avversario pronto a ridurre i centimetri
fra il mongolo ed il tawara. Kotomitsuki comprende che la tattica
è giusta e che Ama ha prodotto uno sforzo considerevole, così
parte all'offensiva e vince con uno yorikiri progressivo e che non fa
una piega.
Questo bout segna un
ottimo bottino per Kotomitsuki ed una bocciatura per Ama, le cui
speranze di restare Sekiwake dovranno essere ora vidimate dai grossi
calibri del Sanyaku. Non credo che si possa razionalmente ritenere di
vedere Ama in prospettiva Ozeki, visti i ripetuti fallimenti contro
quelli che dovrebbero essere gli avversari di sempre.
Kokkai batte Kotoshogiku,
prossimo avversario di Asashoryu, e prende il suo primo punticino con
un aggressivo uwatenage: peccato che sia anche tardivo e praticamente
solitario.
Per il Komusubi si mette
male.
Bene Aminishiki, sempre
pronto a far valere la sua perizia nel valutare la situazione tattica
e volgerla a suo favore. Kakuryu si avventa su di lui con poca
coordinazione ed ancor meno criterio, prestando letteralmente il
fianco alla presa di Aminishiki, esecutore implacabile di uno
shitatenage perfetto per scelta di tempo.
Takamisakari e
Tochinonada infiammano il pubblico con una partenza lanciata e prime
schermaglie che vedono Takamisakari sempre un pò barcollante e
con le gambe troppo dritte. Poi si riprende e cerca lo sbilanciamento,
con Tochinonada che si mette pericolosamente a coltello e consente a Takamisakari
di insistere, ma a fare spettacolo è Tochinonanda: compie
due giravolte in pieno stile minuetto ed esalta gli animi sulle
tribune. Takamisakari non ci casca e porta l'attacco con ancor più
decisione, riuscendo a piazzare il suo uwatedashinage: folla in
festa e Robocop in estasi.
Perde il match e la testa
della classifica Asasekiryu, sconfitto da Tochinohana al termine di un
rocambolesco episodio condizionato dalla posizione del gyoji sul dohyo.
Secondo me, c'è stata interferenza quando Asasekiryu stava
attaccando e aveva l'inerzia del bout, ma al momento del
probabilissimo oshidashi si è trovato con il gyoji in
traiettoria ed ha fermato la propria azione, quasi come disorientato
sul da farsi. Non era facile leggere la situazione e così il
mongolo è rimasto inattivo per un attimo, quanto è
bastato all'avversario per prenderlo di spalle e fargli percorrere
tutto il diametro del dohyo senza poter reagire: classico ed
inevitabile okuridashi.
Concludo con il bout tra
Futeno e Roho, bell'esempio di sumo classico. Entrambi vanno in presa,
con Rohopiù pronto a spingere verso il tawara. Futeno resta per
un istante su un piede solo e quasi vacilla, salvo riprendere
immediatamente l'equilibrio ed il centro dohyo. Ancora in salda presa,
i due tentano l'azione d'attacco ed è ancora Roho a forzare,
con Futeno che tiene molto bene e porta infine il proprio attacco al
russo. Parte sinistra del tawara che s'avvicina velocemente ed ancora
Futeno che costringe Roho a desistere ed uscire.
Un giorno di sumo
interessante, tutto sommato, ma più che altro buoni spunti di
riflessione e discussione sul futuro di questo Natsu Basho.
Buona domenica.
Quarta Giornata
Di tante cose che dovevo
fare stamattina, e che ho in parte fatto, ce n'è una che avrei
preferito non fare: arrabbiarmi per il sumo. Mi correggo: per un
protagonista del sumo. Ma si può? Ragioniamo con calma e
cerchiamo di capirci. Una persona dotata di una normale capacità
cognitiva, sebbene con una passione per lo sport meno vicino
al luogo di residenza, non dovrebbe subire lo stress di
un'arrabbiatura alle prime (?) luci del mattino, orario in cui, di
solito, in Mongolia si leva in volo il dragone blu. Invece oggi mi
sono arrabbiato.
Avevo iniziato il
collegamento osservando alcuni bouts interessanti, come
Futeno-Kasuganishiki e Hochiyama-Tochinonada, e poi ho cambiato umore.
Sarebbe stata una tappa piuttosto scontata nei numeri, anche se vivace
nelle prestazioni, a parte l'inevitabile sacrificio di un titolare a
causa del match Ama-Chiyotaikai, ed invece eccoci a dover prendere
atto che Kotooshu non ha il cuore adatto a tener testa alle emozioni,
chiamiamole così, procurate dal primato (seppur parziale e
condiviso). Non c'è argomento che tenga: Kotooshu è un
pollo, magari ruspante e non di batteria, ma pur sempre un pollo. Non
era bastato l'avvertimento avuto dal menomatissimo Toyonoshima: ci
è dovuto cascare mani e piedi (e schiena!) per capire che non
si deve offrire a chiunque la chance di uno tsukiotoshi o di un
uwatenage. Immagino che molti di voi troveranno mille scusanti e
giustificazioni mosse dall'affetto nei confronti di questo colosso dai
piedi d'argilla, ma per me esiste soltanto l'ulteriore delusione per
la sua incapacità di farsi valere oltre il minimo dovuto ad un
Ozeki.
Non voglio essere offensivo verso Tamanoshima, onesto e lucido esecutore di un sumo essenziale, ma ditemi voi come si può tollerare un comportamento come quello odierno da parte di un Ozeki che ha visto lo stesso avversario maltrattato per TRE giorni di seguito.
Ad altri è andata
meglio. Asashoryu si è impegnato molto ed ha controllato quel
Tokitenku che lo aveva steso ad Osaka, Hakuho non ha avuto problemi
con Kakizoe e Kaio, il mitico Kaio, ha riservato un trattamento
umiliante a Kokkai.
Lo scontro del giorno doveva
essere Ama-Chiyotaikai, naturalmente, ma devo ammettere che
per il Sekiwake non è ancora possibile confrontarsi sul piano
dello tsuppari. Ama ci ha provato, sbagliando, e le ha prese
dall'esecutore attualmente più capace del mercato (sempre se
non ha di fronte chi sappiamo noi...). Ama non può accettare lo
scontro frontale ed aperto senza pensare ad un diversivo, come un
tentativo di presa per ridurre la distanza oppure una maggior mobilità
laterale intorno al dohyo, cosa che gli riusciva molto bene in passato.
Chiyotaikai non chiede altro che sbattere in faccia tutti le sue
manate, ben portate e difficili da schivare, per onestà
intellettuale; lo sa fare talmente bene (... e talmente da tanto
tempo) che riesce difficile credere che gli avversari non se lo
aspettino e non riescano a difendersi. Per il futuro, non solo nei
confronti di Chiyotaikai, e necessario che Ama si ricordi che la
Grande Barriera è tale perché esiste una differenza di
valori e di abilità, tolte le eccezioni avicole provenienti
dalla Bulgaria...
Dell'Ozeki vincente posso
dire solo cose ovvie, fino a questo punto; sta viaggiando al suo ritmo
consueto e con le sue attitudini in bella evidenza. Tamanoshima lo
attende per la controprova di domani.
Vince Kotomitsuki su
Toyonoshima senza combattere, vince Kotoshogiku su Homasho combattendo
tanto e bene, si riabilita Kisenosato contro Kakuryu e vince bene
Aminishiki su Kasugao.
Bravissimo Takamisakari!
Aveva perso, era in balìa di Miyabiyama, non trovava più
un bersaglio cui riferirsi eppure ha vinto. Che ovazione!
Vince Dejima e si porta
avanti col punteggio, mi piace ancora Asasekiryu e rimane illibato
anche Hokutoriki: che strano Torneo...
Baruto conduce in
solitudine tra i Juryo e sembra tornato a fare il suo sumo originario,
limitatamente agli avversari che incontra.
Terza Giornata Sono sempre più convinto che questo sia un Torneo anomalo, a partire dall'assenza di risultati sorprendenti. Nessun brivido particolare ha percorso la nostra schiena in questa terza tornata di incontri, con vittorie per tutti i migliori del banzuke ed una ritrovata gerarchia che non produce quei terremoti ai quali siamo stati abituati negli ultimi tempi. I valori vengono rispettati senza difficoltà, a dimostrazione che la tenuta fisica e mentale dei VIR (Very Important
Rikishi) è buona e costante, per il momento. Non ho potuto vedere i Juryo, per mia sfortuna, quindi non conosco le condizioni che hanno portato ai risultati di oggi; posso solo immaginare che ci sia stata qualche influenza astrale che abbia condotto ad una messe di oshidashi ed oshitaoshi. Baruto è in testa con Daimanazuru e Ryuho, buoni compagni di viaggio.
Seconda Giornata Un commento che si rispetti deve essere ricco di notizie interessanti e ben confezionato, magari condito con un pò di humour, se ci si riesce. Ecco, allora, la battuta che ho confezionato per voi: le prime due giornate mi hanno dato l'impressione di non voler essere commentate.
Pre-Basho Report Da qualche tempo, diciamo dall'inizio dell'anno, le notizie che giungono dal mondo del sumo sono a dir poco sconcertanti: presunti scandali, azioni disciplinari a ripetizione, allenamenti con sfondi di violenza e ritiri illustri. Le polemiche accompagnano il sumo come il gossip circonda il mondo dello spettacolo: non si parla d'altro che di incontri irregolari e rikishi che compiono azioni indegne dentro e fuori dal dohyo. Personalmente, preferirei occuparmi di uwatenage e tsuridashi e lasciare ad altri la gestione del pettegolezzo e di ciò che con il sumo non ha niente a che fare. Persino la stampa nazionale, sempre attenta ad incunearsi tra gli anfratti del torbido, ha dato qualche spazio al sumo soltanto grazie alle citate vicende di contorno. E qualche intervento è risultato davvero modesto.
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